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Caracalla danza, il linguaggio dei corpi accende le antiche terme

Sì chiude con successo la prima parte della programmazione di Caracalla Danza 2026, il festival ideato dalla Soprintendenza Speciale di Roma insieme al Centro Coreografico Nazionale  Aterballetto, con Découverte: Caracalla, il progetto site-specific diretto da Diego Tortelli che ha portato il pubblico alla scoperta del sito archeologico accompagnato dalla danza del Centro Coreografico Nazionale  Aterballetto, degli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato e dalla violoncellista Daniela Savoldi: un’esperienza immersiva e irripetibile, in cui le rovine delle Terme si sono trasformate in un palcoscenico vivo.

Ottimo riscontro anche per Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni, il progetto del CCN/Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni dedicato all’incontro tra danza e musica dal vivo sul terreno comune dell’improvvisazione: per l’occasione il fisarmonicista Simone Zanchini e il percussionista Michele Rabbia hanno dialogato in tempo reale con i danzatori Matteo Capetola e Matilde Di Ciolo, dando vita a una performance ogni volta diversa e irripetibile, nella quale nulla è scritto e tutto accade nell’istante.

Ora il festival si prepara al suo gran finale. Da venerdì 3 a domenica 5 luglio, sullo spettacolare palcoscenico dello Specchio d’Acqua, torna la compagnia Aterballetto al completo con un trittico di grande intensità emotiva.

Qui la danza raggiunge una delle sue espressioni più suggestive. I corpi sembrano galleggiare sulla superficie dell’acqua, che riflette ogni gesto, ogni slancio, ogni sospensione, amplificando la forza evocativa delle coreografie. L’acqua non è soltanto una scenografia, ma diventa parte integrante della narrazione: uno specchio che moltiplica le immagini, accoglie le luci della sera e restituisce al pubblico una visione quasi onirica, dove realtà e riflesso si confondono in un’unica, potente emozione.

In scena Preludio di Diego Tortelli, sulle intense musiche di Nick Cave, An Echo, A Wave di Philippe Kratz e Bliss di Johan Inger, costruito sulle note del leggendario Köln Concert di Keith Jarrett. Tre opere diverse per linguaggio e sensibilità, unite dalla capacità di raccontare l’essere umano attraverso il movimento. I danzatori danno forma a emozioni universali: il desiderio, la fragilità, la gioia, la perdita, la speranza. Ogni passo diventa parola, ogni contatto racconta una relazione, ogni silenzio del corpo apre uno spazio di riflessione, mentre la musica accompagna il pubblico in un viaggio emotivo che supera i confini della scena.

È proprio questa la forza di Caracalla Danza: trasformare uno dei luoghi più straordinari del patrimonio archeologico mondiale in un teatro a cielo aperto dove la danza contemporanea dialoga con la storia. E quando i corpi si muovono sull’acqua, sospesi tra cielo e pietra, il tempo sembra fermarsi, lasciando spazio soltanto alla bellezza e alla meraviglia.

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